Situato sulla sommità di un colle, a 375 m sul livello del mare, dominante il bacino del fiume Cecina, Pomarance è posto geograficamente in una delle zone dell'Alta Maremma Toscana denominata "Colline Metallifere".
La superficie del territorio comunale è di 22.754 ettari
e comprende ben 8 frazioni, già Borghi Medioevali: Larderello, Montecerboli, Lustignano, Libbiano, Micciano, Montegemoli, San Dalmazio e Serrazzano. Il Centro Storico di Pomarance conserva ancora, seppur rimaneggiata nei secoli, l'antica morfologia di "Curtes" fortificata con le Mura Castellane, le Porte (porta Massetana o Orciolina e porta di Casole), i palazzi Medioevali e Rinascimentali, l'antica chiesa romanica di San Giovanni Battista, l'antica piazza Cavour, già del Vicariato, dove è visibile la Torre Civica, il Marzocco, il palazzo Vicariale con stemmi dei Vicari, il Loggiato del Comune e il palazzo Pretorio.

In Piazza Sant'Anna si possono notare due opere più recenti realizzate dallo scultore Mino Trafeli (L'Albero della Ragione (1986) ed il Partigiano (1954)).
Inoltre alcune tombe etrusche (V-IV sec. A.C.) sono state rinvenute nel 1969 presso il podere Santa Barbara in località "San Piero".
Le prime notizie leggendarie risalgono al X sec., quando il Castello di Pomarance (già Ripomarance) fu offerto in dono da Ottone I ad Engheramo Inghirami. Dopo il 1000, e per tre secoli, Pomarance fu, quindi, oggetto di controversie fra il Comune ed i Vescovi di Volterra.
Il castello passò sotto la giurisdizione del Comune di Volterra, che però gli abitanti di Pomarance non sopportarono di buon grado tanto che nel, 1427, i maggiori oppositori locali furono fatti decapitare dal Podestà di Volterra, Battista Arnolfi. Pomarance dovette anche subire, nel corso del XV sec., due gravi, invasioni, in seguito alle quali la città fu pesantemente danneggiata. La prima invasione, nel 1431, fu causata dalle truppe lombarde di Niccolò Piccinino, la seconda dall'esercito di Alfonso d'Aragona nel 1447.
Coinvolta nella guerra tra Volterra e Firenze, del 1472, Pomarance seguì le sorti del comune vicino, finché, insieme, entrarono a far parte dello Stato Mediceo.
Dal 1522 al 1528, Pomarance fu contagiato dalla peste che afflisse tutta l'Italia.
Nel XVII sec. si sviluppò una importante coltura di Gelsi per la produzione del baco da seta, mentre nel XVIII sec. fiorì l'arte della concia di pellame iniziata da antiche famiglie tra cui i Fantacci che si tramandarono il mestiere di padre in figlio. In seguito si ebbe anche lo sfruttamento a livello industriale di prodotti minerali e naturali come l'Antimonio, la Lignite, il Rame, lo Zolfo o le Acque Termali presenti nel territorio, che incrementarono nell'ottocento nuove risorse economiche, soprattutto ad opera di società economiche francesi od inglesi. Questo provocò un aumento della popolazione che determinò una sostanziale trasformazione urbanistica all'interno del centro storico. Vennero infatti abbattute alcune parti delle mura medioevali, per dare spazio alle nuove residenze nobiliari.
Nel 1818 una società francese guidata da Francesco De Lardarel credette nello sfruttamento dei soffioni boraciferi, da cui si poteva ricavare l'acido borico. Questo fu una vera fortuna per questa dinastia che ha legato il suo nome a questa terra con l'impianto industriale di Larderello, ancora oggi l'attività più importante di questa zona.

L'origine del nome di Pomarance

Ignota è l'etimologia del nome Pomarance che nei più antichi documenti troviamo citato come Ripamaranci, Ripomarancie, Ripomaranci ed in seguito Le Pomarancie fino all'attuale denominazione. Alcuni storici farebbero derivare il suo nome da un antica cultura di aranci seccati nel gelido inverno del 1306; altri lo farebbero derivare da "Ripa Marazza" (altura sulla palude) o da Ripa Marrancia, cioè rupe mancina o rupe sulla sinistra del fiume Cecina; potrebbe anche derivare dalla denominazione degli Etruschi, a noi sconosciuta ipotizzata dal compianto del prof. Fiumi. Ripamaranci è citato per la prima volta in un racconto di un gruppo di cristiani guidati da San Regolo i quali provenenti dall'Africa e sbarcati a Populonia (515 d.C.), si diressero vero Volterra facendo sosta a Pomarance. La leggenda vuole che uno di essi, San Giusto lasciasse la propria impronta in una roccia di gabbro, posto lungo la via vecchia Volterrana e denominato ancora oggi "Masso di San Giusto". 

 

Chiesa di San Giovanni Battista. Testimoniata in periodo medievale, sorge su una necropoli etrusca e nei primi decenni dell'Ottocento venne radicalmente modificata conservando dell'originale impianto solo la facciata ad arcate cieche. L'interno, a tre navate, è decorato da un imponente ciclo di affreschi con Scene della vita di Cristo realizzato dal pittore neoclassico Luigi Ademollo nel 1837. Si segnalano anche la Madonna e santi di Vincenzo Tamagni (1525), e l' Annunciazione di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio. In canonica si conserva una Madonna con Bambino di scuola senese (1329). In controfacciata un epitaffio ricorda il poeta umanista, di origine greca, Michele Marullo, deceduto nelle acque del fiume Cecina nel 1550.

 

S. Michele alle Formiche sorge nei pressi del più antico centro di Spartacciano o Spartecciano, di origine romana,  dove la presenza di acque sorgive sulfuree calde determinò sin dal Medioevo la nascita di famosi bagni termali. Oggi restano solo ruderi dei due siti, ma mentre i bagni restano a valle nei pressi della statale, i ruderi del monastero dalla loro sommità offrono una meravigliosa vista sulla valle detta del Diavolo, sulla boscaglia e sulla Val di Cecina, fino a Volterra.

Il monastero, del sec. XIV, è detto "alle formiche" per una particolare leggenda legata alla sua campana. L'ultimo eremita visse li sino al sec. XVI quando, abbandonata del tutto la chiesa, la campana  di S. Michele fu trasferita sul campanile di una vicina località. Da quella volta, per la festa di S. Michele (il 29 settembre) tutti gli anni avvenne un curioso fenomeno: migliaia di formiche con le ali arrivando da ogni dove planavano sul campanile e sulla campana. Ecco perchè S. Michele è diventato "alle formiche".

 

 

 

La Rocca di Sillano/Silano o Rocca Sillana si erge sopra un rilievo roccioso a 530 metri di altitudine in una posizione tale da dominare un territorio vastissimo comprendente le province di Siena, Pisa e Grosseto. Il sito è sempre stato strategicamente importante al fine di controllare la valle del fiume Cecina e le valli minori circostanti, tanto che la leggenda vuole datare l'origine del fortilizio in epoca Romana, precisamente in occasione della guerra civile fra Mario e Silla, e che da quest'ultimo derivi il suo nome (Silla-Sillano).

 

 

Volterra è una cittadina che si contraddistingue nel territorio per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra, l'Ecomuseo dell'Alabastro.
Il nome è ovviamente d'origine etrusca (Velathri) ed in seguito adattato al latino volaterrae. (Il  suffisso vel prettamente etrusco significa altura)

 

Larderello è la prima esperienza al mondo di sfruttamento dell'energia geotermica per la produzione di energia elettrica. Nel 1905, grazie al principe Piero Ginori-Conti, si è iniziato ad utilizzare l'energia dei soffioni per la generazione di energia elettrica.

Larderello per questo motivo ospita un interessante Museo della geotermia.

Larderello si trova al centro della cosiddetta "Valle del diavolo", così chiamata a causa del suo paesaggio caratterizzato dalla presenza di soffioni boraciferi con le caratteristiche colonne di vapori bianchi (già noti all'epoca di Dante Alighieri e a lui ispiratrici dei paesaggi dell'"Inferno"), di gigantesche torri evaporative (ora non più in uso) e di una rete di condutture esterne per il vapore geotermico provenienti dai vari pozzi.

 

Firenze (già Florentia e Fiorenza) è il capoluogo della regione Toscana, della quale è la città più grande e popolosa, nonché principale fulcro storico, artistico ed economico-amministrativo.

È considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è riconosciuta in tutto il mondo come una delle culle dell'arte e dell'architettura, con i suoi numerosi edifici storici, monumenti, e ricchi musei (tra cui la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina, il Bargello e i musei Palazzo Pitti), è rinomata come una delle più belle ed importanti città del mondo.

Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'UNESCO nel 1982, il centro storico di Firenze, conchiuso all'interno della cerchia dei viali tracciati sulle vecchie mura medievali, raccoglie i più importanti beni culturali della città. Delimitato dal tracciato della cerchia muraria del XIV secolo, edificata grazie alla potenza commerciale ed economica raggiunta, conobbe nei due secoli successivi il suo massimo splendore. Il centro storico può essere apprezzato nella sua interezza dalle colline d'intorno, in particolar modo dal Forte Belvedere, dal Piazzale Michelangelo con la Basilica romanica di San Miniato al Monte e dalla collina di Fiesole che offre uno dei panorami più suggestivi della vallata dell'Arno.

 

Pisa. Tra i monumenti più importanti della città vi è - nella celebre piazza dei Miracoli, dichiarata patrimonio dell'umanità - la Cattedrale costruita in marmo tra il 1063 ed il 1118, in stile romanico pisano, con il portale in bronzo di san Ranieri di Bonanno Pisano ed il pulpito di Giovanni Pisano. Nella piazza svetta la caratteristica Torre pendente, campanile del XII secolo, alta 56 metri, che acquisì la sua caratteristica inclinazione dieci anni dopo l'inizio della sua costruzione., oggi uno dei monumenti italiani più conosciuti al mondo.

 

Livorno è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale che turistico, centro industriale di rilevanza nazionale e, tra tutte le città toscane, è solitamente ritenuta la più giovane, sebbene nel suo territorio siano presenti testimonianze storiche di epoche remote sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La città, sviluppatasi a partire dalla fine del XVI secolo per volontà dei Medici, è celebre per aver dato i natali a personalità di prestigio come Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni e Carlo Azeglio Ciampi.

 

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